VAIRANO   SCALO

                                CROCEVIA DELLA STORIA

Giovane cittadina, fiorente e leggiadra, non ha ancora cinquant’anni, eppure ha raggiunti notevoli traguardi demografici,commerciali, scolastici, sanitari e turistici ed è già onusta di glorie risorgimentali, sotto l’incanto di un cielo limpido e sereno, teatro dell’incontro fra due Grandi nell’ottobre 1860.

Fino al 1925 era inglobata nell’Arcipretura di Marzanello, che custodisce tuttora i registri dei battezzati, cresimati, defunti e passati allo stato matrimoniale dei pochi cittadini dimoranti nella zona, prima che il titolo di una chiesa parrocchiale di Vairano Patenora venisse trasferito allo Scalo e legato all’erezione canonica della parrocchia dei Santi Cosma e Damiano, diretta oggi, con zelanti cure pastorali, dal sacerdote don Pasqualino di Feola, ad interim, essendo Arciprete di Pietravairano.

E stata crocevia della storia per le sue importanti arterie, intersecanti fertili campi, pianeggianti e freschi, dai nomi classici della via Latina, oggi Casilina, allacciante il Frusinate con la Campania felice; la consolare venafrana, diretta all’Abruzzo e Mouse, costruita 21 secoli addietro dai Romani, come ebbe a sottolineare il prof. Cardarelli in un brillante discorso, molto applaudito, tenuto il 20 maggio 1886 a Venafro, in occasione dei solenni festeggiamenti celebrativi per l’inaugurazione della nuova linea ferroviaria, Caianello (oggi Vairano Scalo), Venafro, alla presenza di personalità rappresentative dei diversi settori della vita sociale in Terra di Lavoro.

Per questa importante arteria, i Romani dislocarono una colonia nel Venafrano per tenere d’occhio i fieri combattenti della libertà: i Sanniti collegati con i Marsi; come pure vi passarono i grandi di Roma, al dire del famoso clinico: Attilio Regolo, Marco Tullio Cicerone, il fratello Quinzio, Pompeo, Sulla, ed altri personaggi del grande Impero che avevano una predilezione per Venafro, generosa di limpide acque e di ottimo olio di oliva.

Cicerone lasciò pure una descrizione dei campi di Patenara, come riferisce il Pratilli nel libro secondo, capo decimo, della sua opera sulla «Via Appia», pag. 247.

Vairano Scalo è centro e nodo ferroviario importante per la linea Napoli-Roma e Vairano-Campobasso. La prima, fu decisa dal Borbone prima dell’Unità d’Italia per collegare lo Stato napoletano con quello pontificio ed il nord del Reame, però fu portata a termine dal nuovo regime unitario per i noti eventi risorgimentali; quella per Campobasso, costruita in un primo tempo fino a Venafro ed inaugurata il 20 maggio, come sopra accennato, alla presenza di una folla plaudente di 4000 persone e delle autorità, fu voluta dai cittadini di Venafro con l’intervento dello Stato.

Sette carrozze ferroviarie, partite a tutto carico da Vairano Scalo verso mezzogiorno, pervennero a Venafro dopo 58 minuti di percorso.

Trovarono la città pavesata a festa, gremita di folla, accorsa anche da paesi limitrofi. Tutti esplosero in un solo grido di « Evviva», mentre le musiche suonavano la marcia reale e le campane delle chiese squillavano a festa sotto la sferza di un sole torrido a 40 gradi, così opprimente da fare scrivere al cronista del tempo: « Tutti i volti versano coraggiosi e patriottici sudori».

Il Vescovo benedisse il treno e la stazione, circondato dal clero locale, tra l’entusiasmo della folla plaudente. Seguirono i discorsi in piazza ed un coperto per 200 persone. La cerimonia terminò a notte inoltrata con una fiaccolata per le vie di Venafro, come racconta Alfonso Perrella nel libro: « L’antico Sannio e l’attuale Provincia del Molise », 1889, Forni Editrice, Bologna.

Oggi altre strade, di recente costruzione, viciniori allo Scalo di Vairano, come l’autostrada del Sole e quella a scorrimento veloce Caianello-Telese, favoriscono il commercio e l’unione tra altri numerosi paesi del Sud, essendo la cittadina tappa obbligata per mete ulteriori.

A nostro parere, l’esplosione demografica verificatasi in quest’ultimo trentennio fino ad oltrepassare i 2000 abitanti, è dovuta proprio a queste arterie vitali, ago magnetico di operatori nel settore commerciale ed in quello turistico. Gemma dell’alta Campania, non ha nulla da invidiare ai grossi centri urbani, con i suoi ricchi e numerosi negozi di vendite all’ingrosso e al dettaglio in tutta la gamma delle esigenze vitali, dai materiali edili ed igienici, agli abbigliamenti, ai generi alimentari, all’Hotel ristorante « Taverna Catena», adibito, spesso, pure a convegni di ogni livello, nonché ristoro per numerosi turisti.

In pochissimi anni questa cittadina ha innalzato sui pennoni della cultura, la bandiera di ogni tipo di scuola: dal Liceo Scientifico all’Istituto Professionale con macchinari costosi e aggiornati;

dall’Istituto Leonardo da Vinci, per corsi di francese e inglese, al Liceo Linguistico e all’Istituto Vanvitelli, per il recupero di anni perduti; dall’Istituto Tecnico per Ragioneria alla Scuola Media Statale, con insegnamento di francese e inglese e Scuola elementare e materna. (1)

Da pochi anni è stato istituito in loco il « Circolo Sociale dei 50 », centro polivalente di animazione culturale. Tra le varie iniziative degne di ammirazione vogliamo ricordare il primo premio « Alto Casertano » conferito nel salone Hotel Taverna Catena, il 16 dicembre 1984, alla presenza di autorità civili e religiose, sotto la presidenza del prof. Carmine Di Biase, docente di critica letteraria all’Università di Macerata, tra alterne marce sinfoniche.

 

 

Unità Sanitaria Locale (USL) N° I I

Vairano Scalo ospita, inoltre, l’Unità Sanitaria Locale n° 11 (USL) della Regione Campania, istituita il 1° giugno 1982 sotto la gestione di un commissario fino al gennaio 1984, in cui venne nominato il primo presidente nella persona dell’ing. Massimo Messore da Galluccio, nostra terra d’origine, tuttora in carica.

Da essa dipendono i seguenti quindici Comuni: Caianello, Conca della Campania, Galluccio, Marzano Appio, Mignano Monte Lungo, Pietramelara, Pietravairano, Presenzano, Riardo, Rocca d’Evandro, Roccamonfina, Roccaromana, 5. Pietro Infine, Tora e Piccilli, Vairano Patenora.

Alla predetta Unità Sanitaria sono annessi tutti gli uffici per l’erogazione delle prestazioni statali, previste dalla legge ai cittadini, comprese quelle specialistiche. Il servizio sanitario è assicurato da ottimi medici locali e dalla Guardia Medica, per prestazioni notturne e festive.

I medicinali si prelevano dalla farmacia, pure in Via Napoli, gestita in proprio dal dott. Marcello, con scaffali scorrevoli e prodotti freschi e aggiornati.

Alla Via De Gasperi è reperibile il laboratorio dell’odontotecnico Savastano, molto accreditato per l’alta reputazione di precise protesi dentarie e rinomata equità.

 

(1) Monsignor Felice Cece, da un anno pio e zelante Pastore delle vetuste chiese riunite di Calvi e Teano, fin dai primordi del suo ingresso in Diocesi, ha intrapreso un capillare rinnovamento spirituale, costante ed incessante, alla luce del Concilio Vaticano I!, che ha ricordato nel ventennale con l’istituzione di quattro scuole formative per catechisti e animatori parrocchiali in settori zonali maggiormente rappresentativi e di più facile accesso, tra cui una a Vairano Scalo, inaugurata il 9 dicembre 1985 con un’accolta di allievi, oltre cento diplomati, che si preparano a portare il messaggio di Dio ai fratelli delle varie Comunità.

 

Lo Stato è presente nella Cittadina anche con l’ufficio delle Poste e Tele-comunicazioni e, particolarmente, con un’importante Stazione Carabinieri comandata da un maresciallo che, all’insegna di sacrifici diurni e notturni, insieme a pochi militi coraggiosi e docili ai suoi comandi, assicura l’ordine pubblico e tutela l’incolumità dei cittadini in tre Comuni limitrofi.

Non mancano gli uffici delle tre Confederazioni sindacali per la tutela dei diritti, spettanti ai lavoratori.

Da circa vent’anni gli operatori economici sono facilitati nelle loro attività commerciali da una fiorente Agenzia della Banca Cooperativa « Nicolò Monforte», fondata a Pietramelara, con sede centrale, nel 1899, da tredici personalità di diversa estrazione sociale.

L’Agenzia predetta, dall’apertura ad oggi, ha fatto passi giganteschi e continua nella fioritura delle sue attività, sotto la direzione di un bravo direttore.

Ovunque, poi, si vedono officine meccaniche, negozi con pezzi di ricambio, saloni auto, materiali edili svariatissimi per gusti e borse diverse, come pure ricchi assortimenti di abbigliamento e di generi alimentari, forniti di ogni ben di Dio.

La società del benessere vi è rappresentata in tutta la sua gamma per le primarie e voluttuose esigenze dell’uomo moderno.

Il commercio è rinvigorito da un affollato mercato domenicale, istituito da pochi anni, ma già più prospero degli altri in Comuni viciniori e di quello del mercoledì nella stessa Vairano, annoverante pure quattro fiere annuali:

S. Giuseppe, Ascensione, Assunta, antichissima, oriunda alla Badia della Ferrara, trasferita al centro dopo la soppressione monastica, e S. Anna.

La gloria della Cittadina, però, è legata particolarmente all’Unità d’Italia in quanto fu culla della terza Italia, come direbbe il Carducci, e più volte abbiamo ricordato nei nostri scritti, per l’incontro di Vittorio Emanuele Il con Garibaldi, che donò al Re del piccolo Piemonte il ricco e fascinoso Reame di Napoli a Taverna Catena, in quel mattino fatidico del 26 ottobre 1860, come ricorda pure il cippo eretto nel 1911 nel cinquantenario dell’evento ed il nuovo monumento, eretto nel 1982, dalle autorità locali e inaugurato il 26 ottobre a conclusione e suggello del convegno dei militari, tenuto a Taverna Catena sotto la presidenza del generale di Corpo d’Armata, Umberto Nardini

Quest’ultimo, eretto al centro di Piazza Stazione, porta la seguente scritta:

«  Qui a Taverna Catena

di Vairano Patenora

il 26 ottobre 1860

Giuseppe Garibaldi

e

Vittorio Emanuele II

conclusero

l’Unità d’Italia   ».

 

 

In continua, inarrestabile, ascesa demografica, per l’insediamento di cittadini provenienti da altri comuni, Vairano Scalo, dominatrice delle grandi vie, in connubio con Marzanello lungo la Casilina e alla Via Risorgimento verso Pietravairano ed il Sannio, è in rapida corsa verso ulteriori e vistosi traguardi civili, amministrativi ed industriali. Destinata a diventare città insieme a Marzanello, poiché la storia dell’una si confonde con quella dell’altra, sarà degna erede dell’antica Patenara con i diversi Istituti amministrativi, culturali, industriali e commerciali.

Ha tutte le carte in regola per ospitare un civico museo risorgimentale ed unitario da allestire, a nostro modesto parere, presso il luogo dell’incontro   storico, con annessa una biblioteca per consultazione di libri biblici, scientifici, letterari, classici e moderni.

Abbiamo riportato, nel capitolo precedente, le osservazioni sui convegni garibaldini, sia perché tenuti nel luogo dell’incontro, sia perché è auspicabile che la gioventù studiosa di Marzanello e Vairano insieme al " Circolo Sociale dei 50 ", benemerito anch’esso della cultura locale, si faccia promotrice di studi approfonditi con convegni di studiosi per far conoscere la verità storica di un glorioso passato meridionale, affossato per lungo tempo da settarismi, venati di materialismo e di fobia antiborbonica e anticlericale, ancora oggi in auge come se ci fosse un Borbone da abbattere, ostacolo all’unità nazionale.

San Paolo ai Romani (12, 9-12), come pure tutto l’insegnamento biblico. raccomanda: « Amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno». Per questo amore cristiano abbiamo intrapreso a raccontare queste lontane memorie e stilato l’articolo sopra riportato perché si conosca la verità storica sul passato dei nostri padri, spesso offesi ad alto e basso livello per aver difeso la propria libertà ed il proprio re, rispettoso verso sentimenti religiosi e civili dei sudditi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

        

 

 

 

          

 

 

           

 

 

 

        

 

 

 

      

 

 

      

 

       

 

      

 

      

 

 

    

     

 

  

 

      

 

    

 

 

        

        

 

 

      

     

 

                               

         

      

 

 

             

                                           

                                        

      

       

            spazio  antistante l'antica TAVERNA  CATENA

 

   

                Centro di Vairano  in veduta Notturna