TESTIMONIANZE  PRETESTUOSE  E   LE  PROVE  SCRITTE  CHE  SMASCHERANO  LE     

                                                        TESTIMONIANZE    PRETESTUOSE

 
     

 

PRESENTIAMO UNA DICHIARAZIONE ATTRIBUITA al sig. Conte Gennaro Caracciolo di Santagapito CHE SECONDO L'UTILIZZATORE DOVREBBE CONCEDERE ESAUSTIVITA' COME FONTE ATTENDIBILE A FAVORE DELLA MENZOGNA SULLO STORICO INCONTRO DEL 26 OTTOBRE 1860 AVVENUTO A TAVERNA CATENA DI VAIRANO E SICURAMENTE, ORMAI ACCLARATO, NON NELLE CAMPAGNE ISOLATE DEL TEANESE.

ALL'ATTENTA LETTURA ED ANCHE IN BASE ALLE NORMALI ELEMENTARI CONOSCENZE DI CHI E' DOTATO DI UNA MINIMA ONESTA' INTELLETTUALE E STORICA, APPARE CHIARO E LIMPIDO COME SI LEGGE FRA LE RIGHE CHE LA DICHIARAZIONE NON E' ALTRO CHE UNA PRETESTUOSA TESTIMONIANZA DOVE AL CONTRARIO TRASPARE UNA SINGOLARE ANTIPATIA DELLA NOBILE FAMIGLIA OSPITANTE IL RE VERSO I VOLONTARI GARIBALDINI,

si legga la frase : ( la MARCHESA..... disse di trovarsi ancora spaventata per causa di alcuni garibaldini, che poche ore prima, avevano sparato dei colpi di pistola quasi sotto i balconi di questo palazzo. Al che il generale Della Rocca rispose: «Non tema, signora marchese; noi non abbiamo che fare con quella gente, e veniamo appunto per ristabilir l'ordine».

( CON TALE AFFERMAZIONE TRASPARE L'ALTOLOCATA REALE CONSIDERAZIONE PER DEI VILLANZONI CHE SI SONO PREMURATI DI UNIFICARE L' ITALIA, E CON TALE CONSIDERAZIONE  DIVENTA FACILMENTE MALLEABILE TRAVISARE E MODIFICARE AD HOC I FATTI REALMENTE ACCADUTI).

ANCORA CONCEDERE ATTRIBUZIONI DI NOMI DI LUOGHI E FATTI A SEMPLICI MILITARI PRESENTI SUI LUOGHI CHE NON CREANO ALCUN PRECEDENTE ATTENDIBILE. PENSATE CHE LO STESSO SOGGETTO CHE VOLLE PRESENTARE NEL 1907 DOCUMENTAZIONI VALIDE HA CONTESTATO I MIGLIORI UOMINI DELLO STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO ITALIANO COME IL GENERALE GIULIO DEL BONO,

COME PUO' POI PENSARE DI RENDERE ESAUSTIVA LE DICHIARAZIONI EMANATE DA UN "PINCO PALLINO" DI MILITARE QUALSIASI DI TRUPPA. COME PURE L'ATTRIBUZIONE DELL'ARRIVO DEL RE A PALAZZO CARACCIOLO ALLE SETTE - OTTO DI SERA E NON PIU' AL MATTINO.

ANCORA SI CONTINUA A PARLARE DELLA CHIESETTA DOVE NON CI SONO NE' INCROCI E NE' MONTAGNE VICINE CHE SVETTANO. ANCHE QUI LA MALAFEDE NELLO SFRUTTARE LE RICERCHE FATTE DAL GENERALE DEL BONO E PLASMARLE AD HOC SUCCESSIVAMENTE,  SFRUTTANDO LA NECESSARIA SOSTA CHE FU FATTA FARE DAI GENERALI PIEMONTESI PER FAR RIPOSARE LE TRUPPE ( IL FAMOSO GRANDE ALT COSI' BEN SPIEGATO DALLA TRATTAZIONE DELLA CONTESSA ERIKA GARIBALDI NEL 1982).  

ABILMENTE, CON QUESTO SECONDO AVVENIMENTO FATTO PER LOGISTICA MILITARE, NE HANNO APPROFITTATO I MENDACI PER ESALTARE IL PEGGIOR TRADIMENTO ALLA STORIA E CON L'AIUTO DELLA BECERA POLITICA  CONTINUANO A FALSARE IL VERO PRIMO APPROCCIO STORICO CHE REALMENTE AVVENNE A TAVERNA CATENA.

PERO', POI INGENUAMENTE, POSERO LA STELE A RICORDO DUECENTO METRI PRIMA, DOVE ANCORA DI PIU' NON VI E' ALCUNA TRACCIA NE' DI INCROCI E NE' DI STRADE TRASVERSALI. IL FATTO PIU' GRAVE E' CHE CON QUESTE FALSITA' METTONO ALLA BERLINA I RAPPRESENTANTI DI SPICCO CHE OPERARONO NEL GIUSTO E CHE POI SONO LORO CONTERRANEI CHE HANNO DICHIARATO E PRESENTATO TESTIMONIANZE  INCONFUTABILI GIA' MESSE AGLI ATTI DELLA STORIA.

UNO FRA TUTTI IL SINDACO GIUSEPPE LONARDO ED IL CONTE MARZOCCOLO, TRAMITE IL FIGLIO FILIPPO. MA LA GRAVITA' MAGGIORE STA NEL FATTO CHE UN SEMPLICE MAESTRO ELEMENTARE SI E' PERMESSO DI RIDICOLIZZARE IL GENERALE GIULIO DEL BONO CHE PRESENTO' LA SUA RICERCA ED IL SUO STUDIO CHE FU ACCETTATO DA TUTTI NEL 1910, O MEGLIO ACCETTATO QUASI  DA TUTTI  AD ECCEZIONE SEMPRE DI UN SEMPLICI MAESTRO ELEMENTARE.  (IL CONTROSENSO DELLA TERRA DEL SUD.....CHE IL POTERE VIENE ESERCITATO IN MANIERA INVERSAMENTE PROPORZIONALE ALLA CARICA CHE SI RIVESTE.......PIU' SEI PICCOLO PIU' SI E' IMPORTANTI DIPENDE DAL POLITICO CHE TI DA' CREDITO)

 

 

(DICHIARAZIONI TRATTE DA PROVE PER LA CAUSA TEANO)

Dichiarazione del sig. Conte Gennaro Caracciolo di Santagapito

Ancora dello storico incontro di Vittorio Emanuele II° col Generale Garibaldi.

Ho voluto intervistare l'egregio Conte Gennaro Caracciolo di Santagapito, - nel cui splendido palazzo in Teano fu ospitato, nei giorni 26, 27, 28 e parte del 29 ottobre 1860, il Gran Re Vittorio Emanuele - per vedere se sapesse qualche cosa circa lo storico incontro.


Accolto con squisita cortesia, come usa questo perfetto gentiluomo, son subito entrato in materia, ed egli ha preso a dire:


Lieto se, colle poche notizie che io potrò fornire, si potrà raggiungere il nobile scopo di ristabilire la verità di quell'avvenimento, eccomi a contentarla.


Fin quasi alle due della notte dal 25 al 26 ottobre 1860, erano stati ospitati in questo palazzo il Conte di Trani, i generali Ritucci e Salzano, che, verso quell'ora, partirono col loro seguito.
La mattina del 26, fra le otto e le nove, il sindaco di Teano sig. Camillo Castallo, presentò alla marchese mia madre il generale Della Rocca e il suo aiutante di campo principe Corsini, capitano d'artiglieria. Essi chiesero alloggio per S. M. Vittorio Emanuele, che, dicevano, sarebbe giunto a Teano in quel giorno. Mia madre si dichiarò onoratissima di ospitare il Re e di mettere a sua disposizione l'intero palazzo.


Disse di trovarsi ancora spaventata per causa che alcuni garibaldini, poche ore prima, avevano sparati dei colpi di pistola quasi sotto i balconi di questo palazzo.

Al che il generale Della Rocca rispose: «Non tema, signora marchese; noi non abbiamo che fare con quella gente, e veniamo appunto per ristabilir l'ordine».


Soggiunse poi che lui sarebbe ripartito subito per ragioni di servizio, e che il suo aiutante di campo si sarebbe incaricato di preparare l'alloggio per S. M. Infatti, egli prese tosto commiato, e per tutta la giornata il suo aiutante di campo ebbe cura di preparare tutto l'occorrente, coadiuvato anche dai miei genitori, che si disposero a ricevere degnamente il Re.


Verso le sette o le otto di sera, avuto avviso che S. M. stava per giungere, furono disposti i nostri guardiani ed i famigliari in due file lungo il cortile del palazzo, e ciascuno di essi era munito di una torcia a vento.


Mio padre ed io, che allora avevo 14 anni, aspettammo il Re al portone d'ingresso, mentre la marchese mia madre attendeva sullo scalone del palazzo, all'ingresso dell'appartamento.
Poco dopo giunse S. M. Vittorio Emanuele a cavallo, col generale d'Angrogna, suo primo aiutante di campo, altri ufficiali superiori e un drappello di cavalleggeri.


Il sindaco presentò mio padre a S. M. e si entrò nell'atrio del palazzo.


In cima allo scalone mio padre presentò a S. M. la marchesa e, guidato da lei, alla quale il Re volle assolutamente cedere la precedenza, e seguito da noi, fu condotto fin nella camera da letto destinata a S. M. dove Egli si degnò trattenerci a conversare per circa mezz'ora.


Quando poi fummo da S. M. congedati, i miei genitori si ritirarono nel loro appartamento, ed io restai, coi nostri guardiani Clemente ed Eustachio, fuori la sala d'ingresso, in mezzo ai militari del seguito.


Ricordo come cosa che fosse avvenuta ieri: vi erano, fra gli altri, otto graduati dei Reali Carabinieri, che formavano la guardia d'onore, civilissimi ed istruiti. Essi mi mostravano le loro armi ed io mi divertivo tanto a vedere come i moschetti funzionavano.


Uno dei miei guardiani chiese ai detti graduati che razza di soldati erano i garibaldini, che la mattina, colle loro schioppettate, avean cagionato tanto spavento alla marchesa.

Al che, uno fra quei graduati, rispose: «Sono giovani volontari, che seguono il generale Garibaldi: essi combattono collo stesso nostro scopo, e stamattina appunto, vicino a quella chiesetta, che sta fra Caianello e Teano, chiamato Borgo…Borgonuovo, si sono incontrati S. M. il Re e il gen. Garibaldi, si sono stretta la mano ed hanno parlato fra loro due parecchio tempo».

 Queste cose - ha soggiunto l'egregio conte Caracciolo - le ricordo come cose proprio di ieri: come pure ricordo che S. M. venuto qui il 26 ottobre, fu nostro ospite graditissimo il giovedì, venerdì e sabato; e la domenica, 29 ottobre, dopo aver ascoltato la messa nel duomo qui dirimpetto, stando sempre in ginocchio, terminate le funzioni religiose, uscì dalla chiesa, percorse a piedi, fra due ali di soldati, la Piazza del Duomo fino all'ingresso di questo palazzo, e, congedatosi con squisita gentilezza da mio padre e da me, montò a cavallo e partì alla volta di Sessa Aurunca per avvicinarsi a Gaeta.


Dopo così minuta ed esauriente narrazione, ho ringraziato l'egregio Conte Caracciolo della cortesia Dichiarazione del sig. Conte Gennaro Caracciolo di Santagapito

 

 
     
 

 

 

QUESTI  NON SONO STATI I PRIMI FATTACCI CHE HANNO FUNESTATO LA STORIA DEL SUD, CHE A CAUSA DI QUESTE STUPIDE MESCHINITA' NON HANNO PERMESSO ANCORA AGLI ITALIANI DI SAPERE REALMENTE DOVE E' AVVENUTA UNA NOBILE EPOPEA, DOVE E' STATA RAGGIUNTA LA FATIDICA " L I B E R T A'  " , MA SABAUDAMENTE E' STATO SUFFICIENTE PER UNA ZONA FARSI ATTRIBUIRE  A TUTTI COSTI IL SUFFISSO  " PRESSO ",  PER POI TOGLIERE IL " PRESSO " PER ESSERE APPAGATO E SODDISFATTO, MA QUESTO  GRAZIE ALL'INTROMISSIONE POLITICA  ED ALLA POLITICA DELL'INCIUCIO  CHE HA SEMPRE SCAMBIATO POTERE PER VOTI RICORRENDO ALLE  FALSITA' CHE HA FATTO LA PARTE DA LEONE, E PURTROPPO CONTINUA A FARLA -

A TESTIMONIANZA DI QUANTO DETTO PRESENTIAMO UNA LETTERA PROVENIENTE DAL MINISTERO DELLA DIFESA NEL 1982, A PUGNO DELL'ALLORA MINISTRO DELLA  DIFESA " LELIO LAGORIO ", CHE PER DARE UNA SPINTA AL CORPO ELETTORALE POLITICO PARTITICO DEL TEMPO  ED AL SUO RAPPRESENTANTE LOCALE, IN CAMBIO DI ELETTORATO, SCRISSE ALL'ALLORA SINDACO DI VAIRANO LO SPOSTAMENTO DELLE  STAFFETTE RICORDO DELLO STORICO INCONTRO, E LA MOTIVAZIONE PER CUI AVEVA ADOTTATO TALE PROVVEDIMENTO FAVORI'  LA PROTESTA CITTADINA DEI VAIRANESI -         LEGGETE  E  MEDITATE  -

IL MINISTRO AFFERMA CHE IL TUTTO E' STATO DECISO IN VIRTU' DELLA  FORZA DELLA  TRADIZIONE  E NON  NEL NOME DELLA VERITA', ANCORA .....L'AVVENIMENTO VENNE ETICHETTATO DALLO STESSO MINISTRO SOLO COME UN ATTO SPORTIVO - VERGOGNA !!!!!!!   VERGOGNA !!!!!!  VERGOGNA !!!!!!!- LA RIEVOCAZIONE DOVEVA ESSERE L'ESATTO PROPONIMENTO DI CIO' CHE AVVENNE IL 26 OTTOBRE 1860, E PER MINIMIZZARE LA COSA VOLLE SCRIVERE CHE IL TUTTO ERA STATO DECISO PER NON FAR DISPIACERE I PROPRI AMICI DI CORRENTE PARTITICA.   VERGOGNA !!!!!!!   VERGOGNA !!!!!!  ANCORA VERGOGNA !!!!!!

 

GRAZIE A QUESTI SCIOCCANTI ACCADIMENTI E GRAZIE A QUESTI DEPRECABILI DIFENSORI POLITICI CHE SI FORMANO E PRENDONO PIEDE I FALSI STORICI........ ACCADIMENTI DISTORTI CHE SVIANO I GIOVANI DALLE VERE REALTA' E LI RENDONO COSI' ARIDI E POCO PATRIOTTICI; QUANDO SI HANNO QUESTI AIUTI CONTRO OGNI ETICA ANTIDEMOCRATICA SAREBBE ANCHE PIU' ONESTO ASTENERSI DAL PUBBLICARE TESTIMONIANZE COSTRUITE DI PROPOSITO E SPONSORIZZATE ARTATAMENTE IN MANIERA TRUFFALDINA, BEN  SAPENDO CHE NON HANNO ALCUN FONDAMENTO, MA MENTRE AL CONTRARIO OFFENDONO QUELLI CHE SONO STATI PERSONAGGI INTELLETTUALMENTE  ONESTI.

(in basso la lettera del Ministro Lagorio inviata al Sindaco di Vairano Patenora nel maggio del 1982 capovolgendo radicalmente quanto preparato dai militari del Ministero della Difesa. Una lettera laconica, vergognosa, certamente non degna di un Ministro della Repubblica Italiana, intrisa di falso dispiacere e stucchevole strisciare da vermi)

 
 

                                                                                                                                                                                                                              

                           

 
     
 

 Antecedentemente nel Gennaio 1982  al  Dott. Guido di Muccio pervenne da parte del Ministero della Difesa la seguente lettera a firma del Generale Nardini la quale affermava quanto tutti possono leggere :

 
                                                                       

                                               

 
     
 

  A SOSTEGNO DELLA PRIMA LETTERA  IL COMANDO DEL PRESIDIO MILITARE DI CASERTA FECE ARRIVARE A TUTTI I SINDACI DEI COMUNI INTERESSATI ALLA MANIFESTAZIONE ED ANCHE ALLA PREFETTURA LA SEGUENTE LETTERA CON IL CONTENUTO CHE TUTTI POSSONO LEGGERE NELLA LETTERA SOTTOSTANTE:

 
                                                      
     
 

 NEL  FEBBRAIO  DEL  1982  SEMPRE IL GENERALE NARDINI  RISCRISSE AL SINDACO DEL COMUNE DI VAIRANO PATENORA E GLI COMUNICO' QUANTO TUTTI POSSONO LEGGERE NELLA LETTERA SOTTOSTANTE :