|
DAL GIORNALE " DEMOCRAZIA CAMPANA " DEL 1° MAGGIO 1910 |
||
|
VIENE RIPORTATO L'ESTRATTO DELLE VICISSITUDINI CHE PORTO' LA PROVINCIA DI CASERTA A PROMUOVERE IL CINQUANTENARIO DELL'UNITA' D'ITALIA CON LE DOVUTE MANIFESTAZIONI E PARTECIPAZIONI DI PERSONALITA' CIVILI E MILITARI.. ANCHE IN QUESTO STRALCIO DI STAMPA VIENE CITATO ANCORA UNA VOLTA CHE LO STORICO INCONTRO AVVENNE NELLA ZONA DI CAIANELLO E NON AD ALTRE PARTI !!!!!!! |
||
IL CINQUANTENARIO DELL’ EPOPEA GARIBALDINA Nella seduta del consiglio Provinciale del 30 Ottobre 1910, presieduta dal Comm. NICOLETTI e R. Commissario il Prefetto Comm. CATALDO, fu discussa dall’avvocato Lonardo la mozione : sull’iniziativa, sui mezzi e modi come commemorare il cinquantenario degli epici avvenimenti del 1860, che si svolsero nella nostra Provincia e che decisero dell’unità d’Italia. Presidente del Consiglio NICOLETTI : Ha facoltà di parlare l’On. Lonardo : Mentre nelle principali città d’Italia sorgono Comitati, che lavorano per Preparare patriottiche feste pel 1911, la nostra provincia non può restare inerte spettatrice. Conviene che essa si muova e presenti alle nuove generazioni il suo gran libro d’oro. Nelle sue preziosissime pagine si leggeranno gli episodi di Agostino Nito e di Taddeo da Sessa, dei roghi di Pomponio De Algerio e Giordano Bruno, delle forche, dalle quali penzolarono Michele Natale, Leopoldo De Renzis, il Rosselli, il D’Agnese, ed altri, vittime della feroce reazione del 1799; si troveranno altri nomi, di pensatori, di letterati, di artisti, che alla provincia, cui son sacri, hanno dato gloria perenne. Ma nel 1910 si compie un cinquantenario di data memoranda, che rappresenta il trionfo delle secolari lotte per la libertà ed unità d’Italia: teatro d’azione fu la nostra provincia, e Garibaldi, combattendo e vincendo, potette annunziare da questa città, che i destini d’Italia erano decisi; e il Saffi scrive: Cadde allora il trono dei Borboni e presso le storiche mura di Capua il genio d’Italia celebrava sulle rovine della tradizioni guelfa i riti augurali della risorta vita della Nazione . E la Nazione si fermò col decreto dittatoriale del Garibaldi, che, da S. Angelo, dichiarò le Due Sicilie far parte integrante dell’Italia una e indivisibile con suo Re costituzionale Vittorio Emmanuele e suoi legittimi discendenti. E il decreto fu sanzionato dal plebiscito. Gli episodi svoltisi a Roccaromana. a Caiazzo, a Piedimonte d’Alife, ai Ponti della Valle di MADDALONI, a Castelmorrone, ove Pilade Bronzetti rinnovò i fasti di Leonida, non debbo Io ricordarli: nè lo incontro tra Garibaldi e Vittorio Emanuele a Caìanello, cui segui la scaramuccia tra S. Giuliano e Cascano, che preludiò all’assedio di Gaeta, ultimo baluardo della dinastia borbonica, donde la cacciarono le armi d’Italia a colpi di cannoni e di mitraglie, segnadovi la fine di un regno esacrato. Le Associazioni, i Comuni. La Provincia, in epoche diverse. Isolatamente, in vario modo, hanno commemorato i fasti e gli uomini del nostro risorgimento. Nella ricorrenza del cinquantenario: è doverosa una manifestazione collettiva della provincia intera, nella quale si rievochino gli avvenimenti gloriosi; si ricordino coloro, che con sacrifizii, lottarono per dare la libertà e l’unità alla patria. Un illustre comprovinciale, l’On. Angelo Broccoli, studioso ed appassionato cultore della nostra storia, si è occupato della ricorrenza patriottica in una lettera al Giornale d ‘Italia, formulando le seguenti proposte: a) raccogliere d’ogni parte e specialmente in tutti i Comuni di là dal Volturno, narrazioni e memorie di contemporanei, proclami, manifesti, ordini del giorno, notizie di persone e di fatti notevoli, ricordi di azioni militari, indirizzi di adesione al Re Vittorio Emanuele II, liste di sottoscrizioni per feste patriottiche fatte al suo passaggio nella provincia a capo dell’esercito, fino al giorno della sua solenne entrata in Napoli accompagnato dal Dittatore Garibaldi e col concorso di numerose rappresentanze elettive e Guardie Nazionali di terra di Lavoro. b) preparare una mostra commemorativa di autografi e cimeli, ritratti, piante topografiche, vedute di città e paesi e luoghi, presso cui si svolsero fatti ed avvenimenti notevoli con documenti originali d’ogni genere e raccolta d’armi, bandiere ed altre insegne; e) organizzare una passeggiata storico militare attraverso i campi di battaglia del 1° ottobre da Capua a Maddaloni, Cui interverrebbero i superstiti garibaldini, i veterani delle patrie battaglie, le Società Operaie ed ogni altro Sodalizio patriottico con le rappresentanze provinciali e comunali e tutti i Sottocomitati ordinatori di tutte le città e di ogni singolo Comune, raccogliendo in albo commemorativo, assieme alla riproduzione dei più, importanti documenti e medaglioni, le firme di tutti gli intervenuti e degli aderenti. Albo che tramanderebbe ai posteri un secondo e solenne plebiscito delle presenti generazioni. Le proposte sono degne di esame, e mi auguro, che l’Amministrazione Provinciale vorrà prenderle in considerazione. La grande commemorazione è doverosa, e sarà indubbiamente fatta, con quella solennità che l’avvenimento richiede: essa esprimerà che nella coscienza della provincia di Terra di Lavoro sono sempre salde e vive le nobili tradizioni della nostra terra, nella quale il sentimento della Libertà r si è mai spento; chè anzi, come a dir del Campanella: E ‘l foco più soffiato più s’accende Poi vola in alto e di stelle s’infiora, così sempre partirono da qui dei forti soffi di libertà da pensatori ed eroi, che infiorano il bel cielo della nostra provincia, dell’ Italia e del mondo civile. (applausi dei presenti – molti consiglieri si congratulano e gli stringono la mano)Paone, Presidente della Deputazione – Il collega Lonardo non può dubitare che, ciò che egli sente, è sentito da tutti i cittadini con nobile dovere patriottico. La Dep. prov. è di avviso, che occorre commemorare questo avvenimento, ed io propongo che a cura del Presidente del Consiglio sia nominato un Comitato, il quale, sotto la presidenza di Carlo Cataldo, del Prefetto della Provincia, di colui il quale calcò quelle zolle e prese parte a quegli avvenimenti, prepari la commemorazione degli avvenimenti stessi. Prefetto Cataldo Io ammiro e plaudo a questi alti e nobili sentimenti che hanno suscitato questa discussione, ed ammiro tanto più perchè sento che Caserta vuole finalmente rivendicare le sue glorie e vuole rivendicarle personalmente e non accodandosi a nessuno. Io ho sentito parlare che vi è un Comitato in una illustre, grande città vicina, Napoli: ma le glorie di Caserta sono glorie che devono essere celebrate a Caserta (applausi). Bisogna finalmente scuotere un po il letargo e ripigliare tutta la santa energia che fece dei vostri padri tanti eroi (benissimo). Io accetto riconoscente, e con animo assai lieto la carica, che con sì nobili e gentili parole il Presidente della Deputazione vi propose di affidarmi; ed io ‘la accetto come l’adempimento del più sacro, del più caro dovere, e sarò lieto se potrò contribuire a fare celebrare degnamente quelle date memorande invitando tutta Italia a venire ad ammirare le nostre glorie, anziché piangere sempre sulle mentite nostre miserie (applausi). Presidente — Metto ai voti la proposta. E approvata per acclamazione. Traslocato il Prefetto Cataldo per le solite ragioni politiche, e riunitosi il Consiglio Provinciale nella seduta del 31 Gennaio 1910 con la Presidenza NICOLETTI e R. CARNEVALI, così parlò il Consigliere ha sollevato tutti gli spiriti italiani; noi abbiamo sentito eletto e ci siamo commossi a leggere e ad apprendere che S. M. ha nominato Senatore del Regno un illustre avanzo delle galere di Belfiore, Luigi Pastro, ultimo su di quelli, che combatterono contro la tirannia austriaca e seppero resistere alle insidie di quei carnefici. Pref. Carnevali - Ringrazio l’On. Bonelli della proposta che egli fa di sostituirmi al Cataldo nella commissione consiliare perché io spenda la mia modesta opera in un ricordo patriottico che mi lega a ricordi guerreschi di cui la memoria non si dilegua dall’ animo mio. Pres. Nicoletti: La proposta è accettata
* * *
Nella seduta del Consiglio del 23 Marzo 1910 il Presidente del Consiglio NICOLETTI comunica: In esecuzione del mandato conferitomi dal Consiglio, do lettura dell’elenco contenente i nomi dei componenti il Comitato per le feste cinquantenarie del 1860, ai quali vengono aggiunti i Sindaci di Aversa e Cassino. Elenco dei Componenti il Comitato Cav. Paone Giuseppe Pres. Dep. Prov. Intenden. di Finanza - Caserta R. Provveditore agli Studi — Caserta Pretore — Caserta Sen. Calabria Proc. Gen. Napoli Sen. Perla Raffaele Roma On. Di Bugnano Gerardo Deputato Roma Visocchi Achille Deputato Roma Della Pietra Gioacchino Deputato Roma Ciocchi Gaetano Deputato Roma Conte Lucernari Achille Deputato Roma Morelli Enrico Deputato Roma Cantarano Guglielmo Deputato Roma
Al Sig.Sindaco Caserta S. Maria C. V. Teano Capua Gaeta Aversa Cassino Castelmorrone Maddaloni Sessa Piedimonte d’ Alife Cav. Carlo Rugarli Caserta Aveta Giuseppe S. Maria C.V. Antonio Ricca Ten. Col. Med. S. Maria C.V. Morelli Bernardino S. Maria C. V. Lonardo Giuseppe Teano Comm. Ruggiero Alfonso Caserta Verzillo Michele S. Maria C.V. Rossi Giuseppe Napoli Salomone Giovanni Caserta Cav. Montagna Lorenzo (1) Caserta (1) da non confondersi col deputato
Cav. Viccari Vincenzo S. Cosmo e Damiano Comm. Broccoli Angelo Capua Comm. Salvati Generale Camandante il Pres. Caserta Comm. Morin Colonn. 10° Artigl. Caserta » Giuliani Colonn. 15° Fant. Caserta » Ricciardi Colonn. Cavalleria Caserta Sorvillo Amedeo Capit. 10° Artiglieria Caserta Presidente Assoc. Stampa S. Maria C. V. Cav. Celano Umberto Caserta
Le partecipazioni furono comunicate dal Presidente del Consiglio nel decorso mese. Il Prefetto Carnevali, nella qualità di Presidente del Comitato, ha diramato in data 30 aprile 1910 il seguente invito : " Prego la S. V. preg.ma di compiacersi intervenire nell’ adunanza del Comitato Provinciale pel cinquantenario degli avvenimenti del 1860 indetta pel 10 maggio p. v. alle ore 14.00 nelle sale del palazzo provinciale " Ci auguriamo che il Comitato si metta subito all’opera con attività ed energia, da guadagnare il tempo inutilmente trascorso e concretare delle feste, che riescano degne della Provincia e degli avvenimenti che decisero la libertà del popolo e l’ Unità d’ Italia.
|
||